NUOVO IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE PER UNA SUGGESTIVA IMMAGINE NOTTURNA DI SAVOCA

avoca – Con DDG 94 dell’8 febbraio 2019, il Dirigente Generale dell’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità ha dichiarato ammissibile a finanziamento, il progetto di riqualificazione ed efficientamento ai fini della riduzione dei consumi energetici dell’impianto di illuminazione pubblica in Savoca centro e nelle piazze del territorio comunale. L’intervento, per complessive €.984.715,81 figura infatti all’undicesimo posto della graduatoria regionale ed ha come obiettivo di riqualificare il fatiscente impianto esistente, mediante moderne soluzioni tecnologiche per la riduzione dei consumi energetici e il miglioramento della qualità dell’illuminazione pubblica e artistico -monumentale del centro storico e di tutte le piazze del territorio comunale. Già comune annoverato nel club de “I Borghi più belli d’Italia”, l’amministrazione savocese punta ora alla valorizzazione della suggestiva immagine notturna del medievale centro storico, quale fattore di attrazione turistica e promozionale.

Oltre al borgo, l’intervento interesserà le piazze comunali di Rina, Contura, S. Francesco di Paola, Botte, Scorsonello, Cantidati, Mancusa e Romissa. L’intervento prevede la sostituzione di tutti i corpi luminosi esistenti con nuovi di tipo artistico con sorgente LED ad alta resa; il nuovo impianto sarà dotato di sistema di telecomunicazione e telecontrollo per la telegestione mediante un modulo centralizzato tramite piattaforma software dagli uffici comunali, idoneo a supportare sensori, telecamere per la videosorveglianza ed altri dispositivi tecnologici. “Obiettivo dell’esecutivo savocese  – ha dichiarato il sindaco Nino Bartolotta – è quello di giungere entro l’anno in corso, ad avviare i lavori per la sostituzione di tutte le apparecchiature luminose del territorio comunale (circa 1.000) ormai obsolete. A tal fine, oltre alle opportunità dei finanziamenti pubblici, i competenti uffici hanno avviato l’iter per la validazione di proposte progettuali  in regime di project financing” .

Lampadine Led, ecco quanto si risparmia.

Presto si dovrà dire addio alle lampadine alogene. Dal prossimo 1° settembre, infatti, entra in vigore il regolamento n. 244/2009 sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico, collegato alla direttiva Eup – Energy Using Products 2005/32/EC. L’alternativa è rappresentata dalle lampadine Led, ma quanto si risparmia?

Le lampadine Led possono consumare fino a 5 volte meno rispetto a una lampada alogena. L’Enea ha stimato che il passaggio a lampadine a basso consumo energetico porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo (48 TWh di energia elettrica) e consentirà di risparmiare circa 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno.

Il passaggio da una lampada alogena di media potenza alle lampadine Led ad alta efficienza energetica permetterà di risparmiare circa 115 euro, considerato il ciclo di vita del Led di circa 20 anni, e di recuperare il suo costo entro un anno.

Tra poco le lampadine alogene non saranno più in commercio

Tra poco le classiche lampadine alogene andranno in pensione e non potranno più essere vendute in nessuno stato membro dell’Unione Europea. Non ci sarà comunque ritiro immediato di quelle già in possesso degli esercizi commerciali, che potranno comunque essere vendute fino a esaurimento scorte.

Le normali lampadine alogene ad uso comune, infatti consumano troppo – in quanto la loro classe di efficienza energetica è la “D”.

In loro sostituzione arriveranno diverse soluzioni LED, più eco-friendly e meno energivore.

Il regolamento sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico

Sabato 1° settembre entrerà in vigore, il regolamento della CE n. 244/2009 (recante modalità di applicazione della precedente direttiva Eup – Energy Using Products 2005/32/CE) sulla progettazione eco-compatibile delle lampade ad uso domestico.

Quindi, presto, quando dovremo sostituire una lampadina fulminata avremo la possibilità di acquistare solo prodotti considerati più efficienti (come i LED che possono consumare 5 volte meno energia). Non troveremo quindi più, nei negozi le lampade ad uso più comune, come quelle a filamento di tungsteno.

Il Regolamento della Commissione – che sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2016 – è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE il 24 marzo 2009 ed è stato, successivamente, integrato con Regolamento (CE) N. 859/2009.

Ricordiamo che il Regolamento è considerato “il primo atto” di un progetto più ampio che prevederà misure ulteriori relativamente le lampade direzionali e gli apparecchi per l’illuminazione di uso domestico.

Ad uscire di scena saranno i classici i bulbi di vetro (dalla caratteristica forma a pera), non direzionali ed appartenenti alla classe energetica D.

Al momento, invece, non saranno eliminate le lampade alogene direzionali (meglio note come “faretti”) e le lampade alogene caratterizzate da attacco G9 e R7S (utilizzate, spesso, per le lampade da tavolo e per i proiettori).

I vantaggi

Con l’entrata in vigore del Regolamento della Commissione si arriverà a garantire un’energia sostenibile, sicura e conveniente; saranno assicurati una serie di vantaggi per l’Ambiente, per l’industria e…cosa non meno importante, per il il portafogli dei consumatori.

L’Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ha stimato che il passaggio a lampadine led a basso consumo energetico si tradurrà in un risparmio energetico annuale pari a 48 TWh di energia elettrica (più o meno il consumo annuo di elettricità del Portogallo!) e permetterà di risparmiare, entro i prossimi 7 anni – ben 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 (all’incirca le emissioni generate annualmente da circa due milioni di persone).

Sostituire una lampada alogena di media potenza con una lampada LED ad alta efficienza energetica consentirà un risparmio di circa 115 euro. Inoltre, bisogna considerare che anche se il LED costa di più (rispetto ad una lampadina classica), il ciclo di vita del LED è di circa 20 anni e si potrà recuperare il suo coso entro 12 mesi. Inoltre, anno dopo anno, si assisterà a un abbassamento del prezzo del LED ed a un miglioramento delle performance.

L’eliminazione delle lampadine con filamento di tungsteno. dovrebbe portare alla creazione di nuovi posti di lavoro nell’UE; Inoltre, l’industria europea potrà proteggersi dalla concorrenza – spesso di bassa qualità – e dall’importazione di prodotti scarsamente efficienti. Infatti, le misure di Ecodesign – progettazione ecocompatibile – possono contribuire in maniera diretta ad abbattere i costi ed a migliorare la competitività.

Il LED e il ‘caso studio Valle dei Templi’

Il LED – sigla che sta per ‘Light Emitting Diode‘ – è un diodo a emissione di luce, formato da un sottile strato di materiale semiconduttore.

Quando si parla di LED si fa, dunque, riferimento a un dispositivo di illuminazione efficiente ed a basso consumo di energia. Utilizzati con successo già da diversi anni (il primo LED fu sviluppato nel 1962 da Nick Holonyak Jr.) sono diventati protagonisti anche d’importanti e riusciti progetti. Come ci ricorda l’Enea, ad esempio, i LED sono stati utilizzati per illuminare la Valle dei Templi di Agrigento. Il nuovo impianto ha coinvolto la Via Sacra (con 177 proiettori LED, potenza totale 2.655 W.), il Tempio della Concordia (con 4 proiettori LED, potenza totale 171 W e 38 proiettori LED, potenza totale 1.326 W), il Tempio di Giunone (con 11 proiettori LED, potenza totale 471 W. e 41 proiettori LED, potenza totale 1.430 W.) ed il Tempio di Ercole (con 2 proiettori LED, potenza totale 85 W e 24 proiettori LED, potenza totale 837 W).

Rispetto all’impianto precedente, si sono risparmiati più di 84 MWh/anno: la spesa energetica è scesa, quindi del 66%, mentre le emissioni in atmosfera sono diminuite di 32,9 tonnellate/anno di CO2.

Illuminazione. Led o non Led? Questo è il problema

Visti gli attuali sviluppi e i prezzi dell’illuminazione a Led conviene sostituire subito le vecchie lampade fluorescenti compatte oppure meglio aspettare il termine della loro vita? Uno studio Usa affronta la questione. Ne parliamo anche con il Gianni Forcolini, esperto di illuminotecnica del Politecnico di Milano.

In tanti se lo saranno chiesto: visto che oggi sono disponibili lampade e lampadine a led a costi che iniziano ad essere ragionevoli, non converrà sostituire le vecchie fluorescenti compatte (CFL) con i nuovi tipi, magari allo scopo di risparmiare energia elettrica e ridurre le emissioni?

Oppure conviene ancora tenersi le vecchie CFL fino a che non defungono, e attendere fino a quel momento per la sostituzione, anche se consumano di più delle analoghe lampade a led?

Può sembrare un problema banale, ma l’ingegnere Lixi Liu, della University of Michigan ha dedicato ad esso una lunga, documentata e complessa ricerca, apparsa ora su Environmental Research Letters.

Premettiamo che i parametri di valutazione della situazione dei dispositivi di illuminazione negli Usa sono diversi che da noi. Infatti negli States sono ancora in uso le lampade a incandescenza (che sprecano il 95% dell’energia in calore, anziché in luce), messe fuorilegge nell’Ue ormai da molti anni e l’elettricità mediamente costa meno di quella europea (le emissioni di CO2 della produzione elettrica negli Usa sono più alte che da noi: circa 650 gr CO2/kWh contro i nostri 440).

Ma nonostante ciò le conclusioni della ricercatrice americana possono essere utili anche per prendere una decisione da questa parte dell’Atlantico.

Lixi ha preso in considerazione ogni aspetto della questione: energia ed emissioni connesse al ciclo di vita dei vari sistemi di illuminazione, loro durata, costo ed efficienza (e quindi consumi ed emissioni legate all’uso), prezzo dell’elettricità ed emissioni nei vari Stati americani, facilità di smaltimento a fine vita e, persino, i possibili sviluppi futuri della tecnologia di illuminazione.

Ha poi considerato due scenari, quello in cui l’utente, come normalmente avviene, attende la fine della vita delle vecchie lampadine per sostituirle , o quello in cui le sostituisce immediatamente tutte o in parte con sistemi più efficienti.

Le sue conclusioni sono state univoche solo nel caso delle lampadine a incandescenza, sia vecchio tipo che alogene (che hanno un’efficienza solo leggermente migliore, ma una durata 8 volte maggiore): quelle conviene eliminarle subito, sia per motivi legati ai consumi, e quindi di costo, sia per ragioni di tutela ambientale. Sprecano infatti tanta di quella energia che, anche se costano poco, conviene spendere un po’ di più e sostituirle almeno con le CFL.

I dubbi nascono invece su cosa fare con queste ultime. Per risolverlo Lixi e colleghi hanno fatto complessi calcoli su uno scenario di installazione (o sostituzione di lampade già esistenti) al 2015 e progressive sostituzioni fino al 2050, con risultati abbastanza sorprendenti.

«Se l’obbiettivo è risparmiare denaro – dice Lixi – allora conviene continuare a puntare sulle CFL, per  poi sostituirle con i led solo fra 5-6 anni. Ma anche se l’obbiettivo è quello di tagliare i consumi energetici di tutto il ciclo di vita, il risultato è lo stesso: è vero che i led sono di circa il 50% più efficienti delle CFL, ma richiedono oggi per la fabbricazione circa 3-4 volte più energia».

E specifica che «solo se l’obbiettivo primario è quello di tagliare le emissioni prodotte dall’abitazione, allora la sostituzione va fatta fin da subito con i led: ma questo dipende molto anche dalle emissioni da produzione energetica nel posto dove si vive; se sono molto alte, la spinta alla sostituzione è maggiore. Comunque, considerati i trend di prezzo e l’aumento dell’efficienza nella fabbricazione, solo dal 2020 in poi dovrebbe essere conveniente passare ai led in ogni caso».

C’è però un’eccezione: cosa fare nel caso di una CFL che stia accesa 12 ore o più al giorno: in quel caso sia per i costi che per i consumi che per le emissioni globali, conviene passare immediatamente ai led. Nel caso di lampade incandescenti alogene, invece, la sostituzione immediata è consigliata da una media di 10 minuti di accensione al giorno in su.

Quindi negli Usa, secondo la ricercatrice americana, conviene attendere ancora qualche anno prima del passaggio in massa ai led. Ma in Italia valgono gli stessi ragionamenti?

Lo abbiamo chiesto al professor Gianni Forcolini, architetto e designer di illuminotecnica del Politecnico di Milano.

«Sostanzialmente, in linea teorica, si può essere d’accordo con quelle conclusioni. Ma vorrei però sottolineare altri aspetti che dovrebbero indurci a compiere il passaggio CFL-led il prima possibile: prima di tutto le CFL sono molto più soggette a guasti dei led, sia perché più ingombranti, più fragili e perché scaldano di più. Quindi la loro vita media, 8.000-12.000 ore, non è detto raggiunga quella teorica, mentre quella dei led, 25.000 ore, è abbastanza confermata dall’esperienza».

In secondo luogo Forcolini sottolinea come la resa dei colori dell’illuminazione a led sia superiore a quella delle CFL, soprattutto oggi che nuovi tipi di led pensati per l’illuminazione domestica hanno eliminato la dominante fredda e azzurrina che caratterizzava questo tipo di illuminazione.

«In terzo luogo consideriamo che lo smaltimento dei led è molto più semplice ed economico di quello delle CFL che, contenendo mercurio, devono essere trattate come rifiuti tossici».

«Infine, permettetemi di spezzare una lancia come designer: non solo i led non hanno la fastidiosa lentezza delle CFL nell’accendersi, ma la loro flessibilità di assemblaggio, che consente di formare lampade, pannelli, linee o quello che si vuole, è incomparabilmente superiore a quella consentita dalle goffe e ingombranti fluorescenti compatte. È vero che le lampadine a led costano ancora poco meno del doppio di quelle CFL, ma direi che i tanti e ottimi motivi per sostituire queste ultime stanno rapidamente superando le considerazioni di prezzo».

Resta però un ultimo dubbio, ma non sarà che una volta che abbiamo cambiato tutte le vecchie CFL con i led, salterà fuori una nuova tecnologia ancora più efficiente, e ci chiederanno di compiere un’ulteriore sostituzione?

«Non credo che avverrà nel prossimo futuro. Un tempo avrei ritenuto possibile che questo sarebbe presto avvenuto con gli oled, il led a base organica, ma la loro riduzione di prezzo e diffusione non è mai partita e ormai dubito che potranno fare meglio dei led, le cui performance di efficienza ed economicità, invece, continuano ad aumentare. Fra gli altro gli oled consumano anche un po’ di più dei led e il loro vantaggio in termini di design, quello di presentarsi come sistemi piatti e diffusi di illuminazione, oggi lo si ottiene anche con i led».

Efficienza record per i nuovi Led

i Led hanno toccato un nuovo record di efficienza energetica raggiungendo i 105 lumen. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Optica, condotto dai ricercatori dell’Università turca Koç, coordinati da Sedat Nizamoglu. Il prossimo obiettivo è arrivare alla soglia dei 200 lumen.

I ricercatori hanno messo a punto i nuovi Led partendo da quelli attualmente in commercio, e combinandoli con lenti flessibili riempite con una speciale soluzione di nanoparticelle semiconduttrici. Questo accorgimento, secondo gli autori, è in grado quasi di raddoppiare la loro efficienza.

“Led più efficienti significa in grado di garantire un migliore risparmio energetico e una maggiore protezione dell’ambiente”, ha spiegato Sedat Nizamoglu. Per lo studioso, “se riuscissimo a sostituire le tradizionali fonti luminose con Led a 200 lumen, potremmo dimezzare il consumo globale di energia per l’illuminazione, riducendo inoltre le emissioni di gas serra di circa 200 milioni di tonnellate”, ha aggiunto. Per gli autori della ricerca, inoltre, i nuovi Led garantiscono procedure “semplici, economiche e applicabili alla produzione di massa”.

Gli studi sui Led, fonte di illuminazione ecosostenibile, partono da lontano, dall’inizio del XX secolo con la ricerca fondamentale nel campo della meccanica quantistica, che governa il mondo dell’infinitamente piccolo. Queste ricerche di base poi nel tempo si sono trasformate in innovazioni, portando ad esempio allo sviluppo dei moderni pc e smartphone.